Telecamere hackerate: chi c'è dietro all'organizzazione e come funziona il network
Come funziona il sistema? Chi c'è dietro all'organizzazione? Qual è la marca del produttore? Provo a dare una risposta.
Inizialmente pensavo fosse una leva di marketing. Il sito ricordava in tutto e per tutto altri piattaforme per adulti dedicato al voyeurismo. Ma non è così. O meglio, lo è, ma le telecamere sono davvero hackerate. Il punto, però, non è questo. Il tema delle telecamere hackerate è in auge da tempo.
L’estate appena passata avevo parlato di 70.000 telecamere violabili solo in Italia. Sono riuscito ad individuarle tramite una piattaforma deputata alla ricerca di device connessi alla Rete privi di una solida sicurezza informatica. Da quando ho pubblicato quell’articolo sul Corriere della Sera, ahimè non è cambiato nulla. Decine e decine di testate e opinionisti hanno preso l’informazione, fagocitata e fatta loro: ma le telecamere sono ancora lì. Disponibili agli occhi di tutti.
Ma il caso di questi giorni è profondamente diverso.
Tutto nasce dalla denuncia fatta alla postale da parte di un volto noto della TV Italiana. Sono state hackerate le telecamere in cui viene ritratto un momento privato e diffuse presto sul Web. Canali Telegram, Forum, siti, etc. Lo scandalo è presto servito. Si scopre infatti, grazie al servizio di Quarta Repubblica in collaborazione con l’unità di sicurezza informatica Yarix, che le telecamere sono circa 2.000 e che si può anche acquistarne l’accesso. Ma come è possibile? Ora ci arriviamo.



